Le citta’vuote.

In questi giorni di chiusura forzata, sento intorno a me il suono del silenzio, non ci sono macchine,  i negozi sono quasi tutti chiusi, poca gente, le citta; improvvisamente sembrano vuote e i cittadini agli arresti forzati. Penso alle persone anziane, sole, nelle loro case a dover trascorrere questa forzata, amara  solitudine, penso a quanto vorrebbero sentire l’abbraccio di una persona cara, di un nipotino, magari lo stesso che  se ogni giorno andava a fare compagnia, avrebbero voluto un po di spazio e adesso che spazio e tempo, ne abbiamo a sufficenza, ci chiediamo credo un po’ tutti come potremmo superare questo “riposo” forzato. E siamo sempre a pensare al peggio, a guardare ogni giorno i dati costanti della crescita di questo virus che sta seminando panico e paura.

Paura di toccare le persone che ci stanno vicino per essere contagiati, viviamo sempre nella paura di qualcosa, ma proprio in questo momento penso che situazione, come tutte le cose che ogni giorno ci accadono debba servire da riflessione.

Siamo chiusi nelle nostre case e prima ancora di esserlo dentro le nostre mura lo siamo nelle nostre menti, perche’ quando tutto questo non esiste chiudiamo la nostra mente e il nostro cuore al nostro prossimo, quardando il colore della pelle e da dove sproviene. Ma in questo momento, dove sono le differenze? Adesso che nessuno puo’ muoversi nemmeno per andare a trovare un parente, un amico, e non si puo’ nemmeno uscire per lavorare dove sono le differenze? E voi grandi uomini che ci governate, che fate i tagli alla Sanita’ e vi affannate a fabbricare armi e distruggere il mondo, in questo momento in tutto il mondo la prima necessita’ sono proprio le strutture sanitarie. Svegliamoci e cerchiamo di abbattere le frontiere che ci dividono e non aspettiamo una pandemia per sentirci tutti uguali e vittime. Usiamo questa situazione per uscire dalle nostre case e quando tutto sara’ finito ricordiamoci che siamo tutti uguali anche quando tutto va bene!

Sperando che tutto questo accada presto spero di non avervi annoiato con questa mia riflessione.

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