Una Storia vera, una storia come tante.

I giorni volavano via ad una velocita’ supersonica, tra lavoro, preparativi per il matrimonio e la malattia di sua madre che era ancora piu’ veloce del tempo che implacabile ci stava facendo arrivare al fatidico giorno delle nozze. Ebbene si, eravamo alla vigilia del matrimonio, la lista delle cose da preparare si era esaurita, tutto era pronto per il grande giorno. La sera prima erano tutti in agitazione a casa mia, ed io non mi sentivo in vena di festeggiare, stavo per sposarmi, la mia fuga autorizzata si stava realizzando, avrei dovuto ballare solo per il motivo che sarei uscita da quella casa, con gli eventi che erano cambiati, il mio sogno di trasferirmi in un altra citta’ era svanito, e anche il sogno di avere mio fratello al  mio fianco a farmi da testimone si era vanificato, anche questa volta c’era di mezzo lo zampino di mia madre . Forse non dovevo pensarci piu, ma nel silenzio della notte il mio pensiero non poteva fare a meno di viaggiare e di pensare al giorno dopo e a come sarebbe stata la mia vita con un uomo che era arrivato nella mia vita per caso e piano piano mi stavo legando a lui e gli volevo bene e avevo scelto di costruire  il mio futuro insieme ,nel bene e nel male.

 

Il paesaggio fuori dalla finestra della mia camera sembrava quasi una cartolina Natalizia, la neve che era venuta giu’ durante la notte aveva imbiancato i tetti, gli alberi erano stracolmi di soffice neve candida, fuori era il silenzio, lo stesso non potevo dire dalle voci che sentivo arrivare dalla cucina, anche se erano solo le sei del mattino sentivo le voci di tutti i parenti  seduti intorno al tavolo  in attesa del caffe’, e del mio arrivo, dalla voce percepivo la felicita’ di mio padre,  anche se all’inizio la parola felice non era proprio giusta ma in seguito conoscendolo si rese conto che era una brava persona e che mi voleva bene e mio padre voleva vedermi felice, mio zio (fratello di mia madre) aveva iniziato di buon ora a cantare, ma non riuscii a convincerlo a cantare in Chiesa.Nel frattempo una delle mie sorelle aveva iniziato a perseguitarmi cercando di convincermi a fare colazione, sostenendo che avrei dovuto avere energia e una buona colazione mi avrebbe fatto bene,ma non riuscivo a mangiare niente, volevo solo che quel giorno finisse al piu’ presto, volevo che dal giorno dopo, tutto fosse diverso. Dopo essere riuscita a bere il caffe’ sono iniziati i preparativi, era anche arrivato il momento d’indossare il mio abito, era stato  la sola spesa fuori budget che ci eravamo concessi ma ero felice di averlo fatto, quello sarebbe stato il giorno piu’ bello della mia vita e avrei fatto tutto il possibile per farlo funzionare, da quel momento io e D. saremmo stati una famiglia e tutto il resto era il passato, davanti a me guardavo al mio futuro.

Il mio abito era di seta bianco, con un lungo strascico appoggiato sulle spalle formava una goccia aperta sulla schiena, da cui usciva un fiocco,i capelli erano leggermente mossi e sulla testa  un piccolo cappello con veletta che copriva appena gli occhi, un trucco molto delicato sul viso, e per finire due lunghi guanti di seta  che coprivano le nuda braccia dal freddo di quella gelida giornata. Uscita dalla mia camera mio padre era ad aspettarmi, i suoi occhi diventarono lucidi vedendomi e per la prima volta sentii che da quel giorno mi sarebbe stato vicino e non aveva piu’ importanza il passato, quel giorno sapevo e sentivo che lui era orgoglioso di me e niente aveva piu’ importanza per me, solo sentire il suo orgoglio appoggiando la mia mano sul suo braccio e con il suo consenso mi stavo avviando verso il mio futuro.   Dopo le classiche foto della sposa con amici e parenti siamo pronti per andare. Dentro la macchina che ci stava portando in chiesa, mio padre e mio zio parlavano tra di loro, io guardavo fuori dal finestrino, avrei dovuto essere felice eppure una parte di me si sentiva un condannato a morte verso il patibolo, avevo paura, non sapevo cosa sarebbe successo nella mia vita da quel giorno in poi, solo una cosa mi rendeva serena, niente poteva essere peggio di quello che ero stata costretta a subire fino a quel momento. Sposarmi era stata una mia scelta all’inizio ma adesso eravamo in due e questo mi rendeva piu’ tranquilla perche’ sapevo che D. mi voleva bene e io ne volevo a lui.

Intanto la macchina si era fermata davanti alla Chiesa, ad aspettarmi con il Bouquet di orchidee rosa in mano lo sposo insieme ai testimoni e amici di sempre, ero in attesa di scendere dall’auto quando prima di scendere mi fermai a pensare se quello che stavo per fare era la scelta giusta, mi guardai intorno, mio padre stava per aprire lo sportello, alzando lo sguardo verso D. capii che era la cosa giusta da fare, scesi dall’auto, e al fianco di mio padre mi avviai verso la navata della chiesa dove ad aspettarmi c’era il mio futuro.

Dopo il fatidico Si, la giornata prevedeva il lungo ed estenuante pranzo al ristorante e non avendo in previsione di partire per il viaggio di nozze decidemmo di trascorrere la serata al suono della musica e con tutti i  nostri amici e se state aspettando che vi racconti la prima notte di nozze, la potrete solo immaginare, quello che posso dire che dopo una lunga ed estenuante giornata la prima notte di nozze potrebbe essere solo un cliche’. Nella vita reale, dopo una giornata lunga e veramente tanto stancante mi auguravo solo di riuscire ad arrivare al giorno dopo e da li sarebbe iniziata la nostra nuova vita insieme………………………

 

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