Una storia vera,una storia come tante.(Riflessioni)

Le giornate erano lente e noiose, la maggior parte del tempo la passavo in soggiorno ad ascoltare musica, in quella stanza il mondo era chiuso fuori, ero al sicuro. Li’ potevo viaggiare con la fantasia e sognare , la musica mi faceva sognare la California, New York, e altri magnifici luoghi, dentro di me speravo un giorno di poterci andare, leggendo i  libri di James Joyce, Oscar Wilde, Andersen, Proust, Hemingway, Sheakspeare e tanti ancora,immaginavo di essere parte delle storie.Potevo camminare a piedi nudi sui verdi prati irlandesi,  e sedermi all’ombra di un faro a guardare le onde dell’Atlantico infrangersi sugli scogli delle alte scogliere di Moher, sognavo di trovarmi a Roma,girando il centro tra Via Margutta, Campo dei Fiori o Porta Portese, sognavo di trovarmi ovunque e di vivere una vita normale, la mia vita. Ma bastava lo squillo del telefono o qualcuno della famiglia che veniva a chiamarmi perche’ la cena era pronta per farmi ritornare alla realta’ e la mia speranza era una e solo una, dovevo sposarmi.

Da quando mio padre sapeva di  D. piano piano stavo cercando di avere giorno dopo giorno sempre di piu’ la sua fiducia, cercavo di coinvolgerlo e quando mi chiedeva se avevo sue notizie, o se stessimo bene insieme,   cercavo in qualche modo di renderlo partecipe,  e iniziavo  a piccole dosi a  dirgli che stavamo iniziando a pensare a un futuro insieme. Il mio rapporto con mio padre stava cambiando, parlavamo molto di piu’ e molto spesso pensavo,  se potevo fidarmi al punto di potergli dire tutto, ma la paura che non mi avrebbe creduta mi faceva sempre morire le parole in gola. Il pensiero di perdere la sua stima,  la sua fiducia mi avrebbe ucciso,  non sapere con certezza quale sarebbe stata la sua reazione e’ stato sempre il motivo per cui ho sempre fatto finta che tutto andasse bene.

In quella stanza i miei pensieri vagano liberi. Senza  dovermi preoccupare delle conseguenze.

Volevo andare via allo stesso tempo volevo avere un matrimonio che rendesse mio padre orgoglioso di me, volevo che il giorno del mio matrimonio mio padre camminasse al mio fianco percorrendo la navata della chiesa, volevo che il giorno  piu’ importante della mia vita indossando il mio abito da sposa, e vedendomi lui fosse fiero di me, ci teneva moltissimo ed io sono orgogliosa di essere riuscita sposarmi come lui desiderava. Ancora oggi quando guardo la foto del mio matrimonio posso vedere lo sguardo felice di mio padre. Ho un solo rimpianto, non ho potuto stargli vicino come avrei voluto negli ultimi anni della sua vita e non ho potuto salutarlo nel momento in cui mi ha lasciato. Mio padre e’ stata la persona a cui mi sono sempre sentita molto legata, col mio silenzio ho voluto proteggerlo,  avevo paura onestamente, una paura fottuta. Il rapporto che stavo costruendo era molto piu’ importante, con un po di fortuna un giorno sarei potuta andare a vivere molto lontano dal mio incubo.

Con la fiducia di mio padre avevo conquistato anche piu’ indipendenza, quando decidevo di uscire mi lasciava prendere la macchina senza problemi, non mi faceva piu’ problemi se ritardavo un po’, ogni giorno mi sentivo leggermente piu’ forte e la mia vita si stava dirigendo sulla giusta traiettoria.

Durante il periodo invernale solitamente si chiudeva l’attivita’ per qualche mese,per diversi anni quello era il momento dedicato a riprenderci dalle fatiche della stagione estiva, per qualche anno i miei si concedevano una settimana o due a fare delle cure termali a Fiuggi. Io e mia sorella andavamo quasi sempre,  specialmente  quando decidevano di non fermarsi solo per le cure termali ma quando decidevano  di girare per circa un mese l’Italia da Sud a Nord da Est ad Ovest e vi giuro non sto esagerando. Scherzando la chiamavamo la processione dei parenti, ringrazio mio padre di questi viaggi, mi ha fatto amare tutto quello di piu bello si puo’ avere in ogni Citta’ e in ogni Regione.  Prima tappa  dopo Fiuggi, solitamente era sempre Roma, poi via di seguito: Firenze, Torino, Milano, Padova, Venezia, Ferrara,  la lista potrebbe continuare ancora,  cosa devo dire il bello di avere parenti ovunque. Una delle citta’ che amo tanto, Roma sicuramente, ma  vi assicuro questa potrebbe essere  una piccola  bugia, la amo sicuramente piu’ di altre ma come ogni citta’ che ho visto, visitato, amato. Quello che per me era  importante, quando facevamo quei viaggi  sembravamo quasi una famiglia come lo eravamo una volta, prima che entrasse il Virus nelle nostre vite tutto era diverso,mi mancava quella famiglia. L’incubo ritornava esattamente dal primo giorno in cui si riapriva l’attivita’ e tutto diventata una farsa.

Quell’anno li’ e anche i due prima i miei decisero di andare durante il perodo primaverile e cosi’ quell’inverno e per tutto il periodo Festivo (Natale,Capodanno..) lo trascorremmo nel paesello (come dice un mio caro amico del passato e anche del presente.

La cosa non mi dispiaceva per niente, per me quel Natale sarebbe stato ancora piu’ bello a breve D. mi avrebbe fatto sapere per quanti giorni sarebbe potuto tornare in Licenza e se tutto andava come previsto avremmo passato il nostro primo Capodanno insieme. Nell’impaziente attesa stavo gia pensando a cosa gli avrei potuto regalare a Natale, avevo gia’ qualche idea, per la prima volta mi resi conto che mi sentivo serena, qualcosa stava iniziando a cambiare. Speravo che il nostro primo Natale insieme fosse speciale e chissa’, forse quello sarebbe potuto essere il primo di tanti…. Fino a quel momento per non pensare a quello che avevo passato, quando ero da sola fantasticavo su come poteva essere il nostro futuro, e lo potevo pensare come ad un sogno irrealizzabile ma adesso il sogno e il desiderio di andare via da quella prigione “dorata” stava diventando reale avevo accanto un uomo a cui mi stavo legando giorno dopo giorno sempre di piu’ e con cui mi sarei impegnata a costruire la nostra famiglia. Avevamo inziato a fare dei progetti, non si sono realizzati esattamente come li avevamo ideati, non tutti almeno e sicuramente non si e’ avverato il nostro progetto di vivere a Roma. Il piano era semplice, finito Il servizio militare,  D. aveva molte proposte di lavoro da valutare e una di quelle che insieme avevamo preso in considerazione e che io suggerivo piu’ di altre soluzioni era di un azienda con sede lavorativa a Roma. Nella mia mente e nel mio cuore speravo con ogni cellula del mio corpo che si realizzasse questa opzione, sarei stata lontana abbastanza e avremmo potuto vivere la nostra vita senza nessuna interferenza. Ma la vita purtroppo non e’ come nelle favole o come noi talvolta la immaginiamo. La vita molte volte dobbiamo adattarla anche a situazioni che si vengono a creare nel corso della nostra vita e che cosi facendo ci portano fuori dalla nostra rotta di partenza e per arrivare al traguardo tanto agognato molte volte bisogna fare delle deviazioni e dare priorita’ a persone e situazioni che sono importanti, soprattutto se una di queste persone e’ parte della famiglia con cui voglio costruire il mio futuro……….Alla prossima!

 

 

 

 

 

 

 

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