Una storia vera,una storia come tante.(Un nuovo inizio 2)

Era la mattina del 19 settembre Millenovecentottantasei, e come ogni anno mio padre mi svegliava  e mi portava un bel mazzo di fiori e ad accompagnare i fiori c’era sempre un piccolo pacchetto, quest’anno dentro il piccolo box il contenuto era un orologio, e con il solito rituale del buon compleanno mio padre mi dice di prepararmi perche’ ha ancora un altra sorpresa, non ho idea di cosa sia,  provo a pensare a cosa potrebbe essere ma brancolo nel buio. Lo scopriro’ a breve, quella mattina il mio unico pensiero e’ la festa che abbiamo organizzato in serata al ristorante, ho aspettato i miei diciotto anni da quando e’ iniziato il mio incubo, stasera D. mi ha promesso che prima di ripartire parleremo con mio padre e renderemo tutto ufficiale e il Virus non potra’ piu’ nuocermi, almeno questa era la mia speranza.

Dopo una veloce colazione, io, mio padre, mia madre ci avviamo verso il luogo sconosciuto della mia sorpresa, dopo circa quaranta minuti la macchina percorre un lungo viale alberato e da li in lontananza vedo dei cavalli, un grande caseggiato su due piani con una grande porta, la stalla e il fienile, fuori vicino alla porta  una grande gabbia con una quantita’ esagerata di galline, e si possono vedere in lontananza dei cavalli che girano tranquillamente nel recinto capisco quale sia la mia sorpresa e sono al settimo cielo, mio padre mi ha portato in una fattoria dove oltre a produrre ricotta e  formaggio hanno anche i cavalli e siamo li per realizzare uno dei miei tanti desideri, dopo un assaggio veloce  di una buonissima ricotta calda, il proprietario della fattoria si avvicina con un  cavallo dal lucido manto marrone, e’ meraviglioso, mi aiuta a salire in sella e mi accompagna in giro per una mezz’oretta. Il mio diciottesimo compleanno stava iniziando bene, speriamo anche che si concludi senza problemi quando mio padre sapra’ la notizia di me e D. Al ritorno dalla fattoria mi sono dedicata alla preparazione dell’antipasto, del condimento per la pasta e del  dolce per la cena,  Tutto proseguiva  tranquillamente e anche perfettamente senza interruzioni da parte del Virus (per fortuna era il suo giorno libero e non me lo ritrovavo tra i piedi) finalmente stavo riuscendo a tenerlo fuori, non aveva informazioni e non poteva interferire e questo lo faceva diventare ancora piu’ cattivo, infatti dal punto di vista lavorativo la mia vita continuava ad essere un incubo. Per tutta l’estate ormai non otteneva niente e di conseguenza rendeva il mio lavoro in cucina impossibile per me e per tutto lo staff e le persone che mi aiutavano soprattutto quando arrivavano in aiuto dei camerieri extra, diventatava una iena, da quel momento non m’importava, poteva anche caricarmi di lavoro, comunque riuscivo a tenere tutto sotto controllo, il lavoro filava liscio e lui diventava piu’ verde di Hulk dalla rabbia per non essere riuscito a farmi incasinare il lavoro. Ormai riuscivo a vedere  una piccola luce in fondo al tunnel e niente poteva far ritornare il buio nella mia vita. Da quando era iniziata la mia storia con D. giorno dopo giorno stavo costruendo un futuro e magari anche una famiglia. Probabilmente sognavo ad occhi aperti, ma per chi vive sotto ricatto per parte della propria vita crearsi un mondo dove tutto poteva essere possibile era il solo modo per riuscire ad andare avanti.Il risultato di questa mia doppia vita purtroppo ho potuto scoprirlo sulla mia pelle qualche anno dopo……….(lo scoprirete piu’ avanti).

Intanto erano circa le sei del pomeriggio e io aspettavo D. per parlare con mio padre, ero seduta fuori, davanti la porta del locale, quando in lontananza vedo  arrivare D. in sella alla sua Vespa  rumorosissima e con un colore impossibile. Forse non e’ il principe azzurro sul suo bianco destiero ma e’ il mio eroe che viene a liberarmi dalla mia prigione, ogni giorno che passa mi sto legando a lui sempre di piu’ e sono sicura in cuor mio che le cose andranno bene. Nello stesso momento in cui D. arriva, anche mio padre mi raggiunge fuori, mi saluta dirigendosi verso la campagna dove coltiva ogni tipo di frutta e ortaggi,io lo chiamo la sua oasi di relax, lo blocco e gli dico di aspettare perche’ io e D. dobbiamo parlargli. Mi sento felice e allo stesso tempo ho paura, ma la paura svanisce dopo cinque minuti, quando sento mio padre dire:-  La scelta e’ sua, so che mia figlia e’ una ragazza responsabile, fate le cose con giudizio e avrete la mia fiducia.  Alle sue parole mi sono sentita finalmente tranquilla, ma non al punto tale da confidargli tutto il resto,  forse adesso potevo dirgli anche dell’incubo che stavo vivendo ma la mia vocina tratteneva le parole, mi sussurrava che avevo ottenuto la sua fiducia ed era meglio non rovinare tutto, non potevo prevedere la sua reazione, e da come stava andando la giornata ho preferito continuare a mantenere il silenzio, la mia vita era ad un punto di svolta e nessuno poteva mettersi tra me e il mio futuro. Avevamo ancora un paio d’ore prima che il resto della compagnia ci raggiungesse per iniziare i festeggiamenti, cosi’ con la benedizione di mio padre e finalmente libera di uscire da sola e senza la guardia del corpo,  ci facciamo un giro in vespa e trascorriamo il nostro primo vero pomeriggio insieme da soli. Forse per molte persone la meta dei diciotto anni significa iniziare a guidare, oppure per altri e solo un numero per altri la conquista del voto, per ognuno di noi diventare maggiorenne poteva essere uno o tanti motivi per me era la conquista della mia liberta’. Avevo la fiducia di mio padre e questo mi bastava e mi dava la forza per non mollare. La festa era andata bene, ci siamo divertiti, mangiato tanto e da domani tutto sarebbe stato diverso, finalmente potevo mandare e ricevere le mie lettere senza dovermi nascondere e potevamo anche sentirci senza problemi, ma non riuscivo ad addormentarmi perche’ mia sorella non poteva fare altro che rovinarmi la giornata lanciando la sua freccia avvelenata quando tutti erano andati via…….:- vedrai che ti sparisce quel sorriso quando Papa’ scopre di chi e’ figlio il tuo fidanzato……….odiavo quel suo sorriso falso di compiacenza sul suo viso, odiavo che anche questa volta dovevo combattere contro di lei e la sua alleanza col Virus. Ma ricordate tutto cio’ che non uccide fortifica……ogni giorno di piu’. Alla possima……..

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