Una storia vera,una storia come tante.(Un nuovo inizio).

La serata si era conclusa piacevolmente,  una parte di me avrebbe voluto che quella sera non finisse mai. Ero in macchina con mia sorella e stavamo tornando a casa, ad un certo punto mi chiede:- Ma che fine hai fatto? Alla festa sei sparita? Dopo qualche secondo di panico, dovevo inventarmi qualcosa e nascondere per il tempo piu’ lungo possibile che da quel momento stava iniziando la mia storia, sapevo che se le avessi confidato cosa era successo, l’indomani lei avrebbe raccontato tutto al Virus e avrebbero fatto in modo di rendermi la vita impossibile. Cosi la mia risposta fu breve ma convincente. – Non sono sparita, ero con  la mia amcia a sistemare la cucina e lasciare tutto in ordine.

In quel periodo uscivamo abbastanza spesso la sera, e anche se mia sorella aveva sempre da ridire su tutto e tutti alla fine se non si fosse aggregata al nostro gruppo sarebbe stata sola, (escludendo il virus e la moglie ovviamente) cosi’ mi faceva pesare sempre ogni cosa, ma non m’importava piu’ di tanto, per me la cosa importante era pensare al mio futuro.

La sera sucessiva alla festa eravamo con il gruppo a decidere cosa fare, eravamo un po’ in disaccordo, qualcuno voleva andare a vedere il concerto di Vasco Rossi in una citta’ vicina, altri volevano rimanere in paese e  mangiare una pizza,  altri preferifano fare su e giu nella piazza principale e fare nuovi incontri. Ovviamente il mio voto era per Vasco, il mio primo vero concerto e la nascita di una passione per tutta la musica del Blasco.

Si parte, il gruppo alla fine si decide ad essere unito e andare tutti a vedere il concerto, tutti giovani e tutti con pochi soldi in tasca, decidiamo di vedere il concerto andando ad appostarci in  una collinetta di fronte l’autodromo, un po’ distanti ma la musica si sentiva e si poteva vedere abbastanza bene.

Per non suscitare sospetti nella mente di mia sorella, io, due mie amiche e D. ci siamo seduti dietro il gruppo e per tutta la durata del concerto ci siamo tenuti mano nella mano e per quanto fosse possibile parlare ho cercato di spiegare la mia situazione e comunque almeno per tutto l’anno sucessivo non avrebbero dovuto esserci problemi. D. mi ha comunicato che la settimana sucessiva si sarebbe laureato e subito dopo sarebbe partito per il servizio militare. (problema risolto) Avevo un anno di tempo e nessuno avrebbe saputo niente. E per riuscire a comunicare in questo anno in cui lui sarebbe andato a fare il servizio militare io, la mia migliore amica e D. avevamo pianificato tutto. Come si puo’ immaginare in quel periodo non avevamo ancora i telefoni cellulari, esisteva solo il telefono fisso, la cabina telefonica a gettoni oppure le famose lettere. Avevamo deciso di scriverci e le lettere sarebbero arrivate a casa della mia amica e quando doveva telefonarmi avevamo una parola d’ordine, se avesse risposto qualcuno della mia famiglia, ovviamente avrebbe inventato una scusa e chiuso aspettando una decina di minuti per poi riprovarci e in quel caso cercavo sempre di ritrovarmi nei dintorni dove avevamo il telefono per riuscire a rispondere per prima. La posta andavo a prenderla sistematicamente quasi tutte le settimane e capiatava anche di trovarne due. Mi faceva piacere leggere delle sue giornate e mi piaceva  rispondere ad ogni sua lettera.

Il giorno della sua partenza, siamo andati tutti a salutarlo alla stazione dei Bus e la compagnia dei matacchioni ha iniziato ad intonare le prime parole di una canzone molto bella ma anche molto datata, O’Surdato nammurato…………Immaginate la scena………sembrava un vecchio film. La povera donzella che saluta tra sorrisi e lacrime il suo amato sventolando un candido fazzoletto bianco. Avevo il sostegno di tutti e in particolare da parte dei suoi amici. Ero felice ma allo stresso tempo avevo un pizzico di tristezza, in fondo un anno passa in fretta e tra licenze e festivita’ un anno sarebbe passatoin fretta e dopo avremmo potuto conoscerci meglio ed avere piu liberta’ perhce comunque presto sarei stata maggiorenne e nessuno avrebbe potuto impormi le loro regole. Il bus si stava allontanando dalla stazione e adesso non mi restava che aspettare la sua prima licenza fra tre mesi e organizzare anche la festa per i miei diciotto anni, D. mi ha promesso che avrebbe fatto il possibile per esserci…………….Alla prossima.

 

Ps:  A questo punto vorrei ringraziare tutti coloro che pazientemente aspettate il seguito della mia storia. Vorrei anche invitarvi a condividere e seguirmi sul mio blog: http://www.millemigliadisogni.com Grazie a tutti.

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